Ercolano si esplora facilmente anche senza una mappa cartacea: il reticolo di vie è regolare e compatto, e in poco più di un’ora si arriva a coprire quasi tutte le zone principali.

Come ogni città romana, Ercolano segue uno schema a griglia: i decumani sono le strade principali orientate est-ovest, i cardi quelle secondarie in direzione nord-sud. L’incrocio fra le due famiglie di strade divide l’area in isolati regolari, le insulae, e su quel reticolo si dispongono case, botteghe e edifici pubblici.
La differenza rispetto a Pompei sta nella scala. Qui l’area aperta al pubblico è piccola e completamente pianeggiante, e da quasi ogni punto si vede dove finisce: è molto difficile perdersi, e infatti la mappa cartacea serve più a riconoscere le case che a trovare la strada.
Non serve memorizzare tutta la griglia: due assi coprono quasi tutto il percorso.
Il Decumano Massimo è la spina orizzontale del sito, la via più larga e quella su cui si affacciano gli edifici pubblici: usarla come riferimento significa non perdere mai il senso della direzione. Il Cardo V è invece l’asse che taglia il sito verso il mare, e lungo il suo tracciato si incontrano alcune delle case più note.
In pratica: se ti muovi lungo il decumano ti stai spostando in orizzontale rispetto alla costa, se imbocchi un cardo stai scendendo verso quello che era il fronte mare. Bastano questi due riferimenti per orientarsi senza guardare nulla.
Dall’ingresso principale si scende verso l’area archeologica lungo la passerella che costeggia il fronte dell’antica città: è anche il punto migliore per capire, prima di entrare, quanto in profondità sia sepolta Ercolano rispetto al livello attuale.
Una volta dentro, un percorso che funziona quasi sempre è questo: si prende il Decumano Massimo, la via principale su cui si affacciano molti degli edifici pubblici; si scende poi verso le Terme Centrali, che conservano mosaici, stucchi e gli scaffali in legno degli spogliatoi; si passa alla Casa del Bicentenario e alla Casa dei Cervi, le due dimore più ricche del sito; e si chiude sul fronte mare con i fornici e gli scheletri.
L’ordine non è obbligato, ma ha una logica: lascia per ultimo il punto più forte dal punto di vista emotivo, ed evita di tornare due volte sullo stesso tratto. La lista completa delle tappe è in cosa vedere agli Scavi di Ercolano.
La mappa serve soprattutto a distribuire il tempo, non a trovare la strada. Le case aperte non sono tutte uguali: alcune si attraversano in un minuto, altre (Casa dei Cervi, Casa del Bicentenario, le Terme) meritano una sosta vera, e sono quelle su cui conviene fermarsi.
Una nota pratica: non tutte le case sono accessibili ogni giorno. Le aperture ruotano, e capita di trovare chiusa una domus che si era messa in programma. Vale la pena adattare il percorso sul posto invece di inseguire una lista fissa, dato che le alternative sono a poche decine di metri.
All’interno degli scavi ci sono pannelli informativi ai principali punti di interesse, ma sono meno fitti di quanto ci si aspetti da un sito di questa importanza, e alcune case restano senza spiegazione all’ingresso.
È la ragione per cui l’audioguida o una guida dal vivo cambiano parecchio la visita: molti dei dettagli che rendono Ercolano diversa da Pompei (le travi di legno carbonizzate ancora in posizione, i secondi piani sopravvissuti, gli arredi originali) passano inosservati se nessuno li indica.
L’area scavata e aperta al pubblico misura circa 4,5 ettari. È una superficie che si percorre a piedi senza fatica: è questa, più della ricchezza delle case, la ragione per cui a Ercolano bastano un’ora e mezza-due ore mentre a Pompei ne servono molte di più.
La città antica però non finisce dove finiscono gli scavi: il resto si estende sotto l’abitato moderno di Ercolano e resta inaccessibile. Quello che si visita è una porzione, non la città intera, ed è il motivo per cui il reticolo, a un certo punto, si interrompe di netto contro una parete di terra.
Per orientarsi, no: il sito è troppo piccolo e troppo regolare perché ci si possa perdere davvero. Per riconoscere quello che si sta guardando, invece, un supporto aiuta, e a quel punto l’audioguida inclusa nel biglietto d’ingresso fa lo stesso lavoro con qualche informazione in più.

Orientati tra gli scavi