La Casa dei Cervi prende il nome dai due gruppi scultorei in marmo raffiguranti cervi assaliti da cani da caccia, ritrovati nel giardino interno. È una delle case più fotografate di Ercolano, e con ragione: dimensioni generose, un portico affacciato su quello che un tempo era il mare, e affreschi ancora leggibili sulle pareti.

Il cuore della casa è un giardino porticato su due lati, pensato per godere della vista sul golfo, all’epoca la linea di costa passava a pochi metri, oggi si trova a circa 400 metri nell’entroterra a causa dei depositi vulcanici del 79 d.C. che hanno esteso la costa verso il mare.
Le sculture originali dei cervi assaliti dai cani sono oggi conservate al Museo Archeologico Nazionale di Napoli; nella casa restano le basi e le copie che permettono di capire la disposizione originale nello spazio del giardino.
Le pareti conservano ancora tracce di affreschi a fondo rosso e riquadri con nature morte, uno stile decorativo diffuso nelle case più agiate di Ercolano. La qualità dei materiali e delle rifiniture suggerisce che la casa appartenesse a una famiglia di rango elevato.
Si trova nella parte più vicina al mare degli scavi, lungo uno dei decumani principali: è una delle ultime tappe naturali di un percorso che parte dall’ingresso, ed è vicina anche ai fornici sul fronte mare dove furono ritrovati gli scheletri.

Casa dei Cervi e dintorni