La Casa del Bicentenario prende il nome dalla data della sua scoperta, nel 1938: duecento anni esatti dopo l’avvio dei primi scavi borbonici a Ercolano nel 1738. È una delle case che meglio racconta cosa significhi davvero la parola “conservazione” in questo sito.

Al piano superiore della casa è stato ritrovato un ambiente con una croce lignea incassata nella parete, un reperto che ha alimentato per decenni il dibattito storiografico sulla presenza cristiana a Ercolano già nel I secolo d.C., sebbene l’interpretazione resti dibattuta tra gli studiosi.
La colata piroclastica che ha sepolto Ercolano, a differenza della pioggia di lapilli e cenere che ha carbonizzato e sigillato materiali che altrove sarebbero scomparsi da tempo: legni, porte, persino mobili. La Casa del Bicentenario è uno degli esempi più citati di questa conservazione eccezionale.
Al piano terra si conservano pavimenti a mosaico geometrico ancora ben leggibili, oltre a tracce degli affreschi parietali che decoravano gli ambienti di rappresentanza della casa.
Per motivi di tutela, alcuni ambienti della casa possono essere visitabili solo dall’esterno o con accesso limitato: le condizioni cambiano nel tempo in base ai lavori di conservazione in corso, verificale nella pagina orari o al momento dell’ingresso.

Casa del Bicentenario